Acquisti in-app: la UE convoca Apple e Google

appstore

La Apple ha già pagato cara la sua leggerezza – chiamiamola così! – relativa agli acquisti in-app: negli Stati Uniti la giustizia è stata perentoria ed ha obbligato l’azienda di Cupertino ad assumersi le sue responsabilità. Ora, invece, la Apple incontra l’Unione Europea per discutere della stessa questione.

La Commissione Europea, infatti, ha deciso di incontrare tutte le più grandi aziende hi-tech del Mondo per discutere proprio degli acquisti in-app involontari. Non solo la Apple, dunque, nel mirino della UE ma anche le aziende rivali (Google in testa): un giro di vite promosso dall’Europa all’indomani delle numerose segnalazioni di utenti ed associazioni di consumatori che da troppo tempo infestano le scrivanie dei Garanti della UE.

Considerando, infatti, che oltre il 50 % delle applicazioni ludiche è costituita da software gratuiti che, per progredire, hanno bisogno di procedere ad acquisiti in-app, appare evidente che occorre effettuare controlli a tappeto per evitare che, come successo per l’App Store, tanti bambini ignari condannino gli account dei propri genitori a pagare cifre spropositate.

Apple dal canto suo ha già realizzato un sistema che, di fatto, lascia la password su iTunes Store attiva per appena due minuti. In questo modo i genitori, nascondendo le credenziali di accesso ai propri figli, possono tutelare il proprio device da acquisti inauditi.

La UE, dunque, non vuol lasciar correre su di un problema che in futuro non potrà che crescere se non debitamente arginato. Sfruttare l’ingenuità dei bambini, del resto, è una manovra commerciale davvero deplorevole che merita le giuste condanne e le dovute pene pecuniarie.

 

appstore