Antitrust vs Apple: app freemium, come ottenere il rimborso?

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La Apple, insieme ad altri, è finita sotto la lente d’ingrandimento dell’Antitrust a causa delle app freemium. Ci siamo già occupati di questo argomento quando ad interessarsene è stata la giustizia americana: in quel caso Apple è dovuta addivenire a miti consigli ed ha iniziato a risarcire gli utenti tratti in inganno delle applicazioni apparentemente gratuite le quali, per procedere nel loro utilizzo, chiedevano in maniera subdola il pagamento di alcune somme di denari riuscendo, così, ad abbindolare soprattutto i bambini.

Ebbene… ora anche l’Antitrust italiana si è accorta che qualcosa non va e, dunque, l’istruttoria tutt’ora in corso potrebbe portare a soluzioni inattese. Come fare, dunque, ad ottenere gli eventuali rimborsi relativi alle app freemium?

Purtroppo è ancora presto per rispondere. Negli Stati Uniti hanno diritto al rimborso i soci che ne fanno richiesta e che dimostrano l’eventuale acquisto in-app non debitamente segnalato. In Italia, invece, tutto è ancora in fase embrionale: l’Antitrust dovrà procedere nella sua indagine (che non riguarda soltanto le applicazioni dell’App Store ma anche quelle di Gameloft e Google); una volta ravvisato l’illecito, dunque, sarà il momento di capire quali procedure avviare per ottenere gli eventuali rimborsi.

Come detto in incipit, siamo in fase iniziale e, dunque, le prossime settimane saranno determinanti per scoprire le reali intenzioni dell’Antitrust e, soprattutto, della Apple.

E’, però, importante che le procedure per gli acquisti in-app cambino a prescindere da quelle che saranno le decisioni dell’Antitrust: c’è bisogno, infatti, di una maggiore e più generale chiarezza nel rapporto fra la Apple ed i suoi utenti.

 

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