AppGratis via dall’App Store: tutta la verità

AppGratis via dall'App Store: tutta la verità

La rimozione di AppGratis dall’App Store per iPhone e iPad ha fatto molto rumore nell’ambiente e non solo per il fatto in sé. Non è la prima volta, del resto, che un’app viene rimossa da Apple e, presumibilmente, non sarà nemmeno l’ultima. Si tratta però di una delle rimozioni più “gravi” mai effettuate dallo store, principalmente perché va a minare un business ben consolidato e sul quale si basavano dipendenti e sponsor. Insomma, non esattamente il ragazzino che si vede rifiutato l’app sviluppata in casa.

Il problema principale, secondo quanto sembra emergere in queste ore, non sarebbe tanto il modello di business o le due violazioni di cui AppGratis sarebbe accusata, bensì il fatto che il fondatore della software house che ha creato il programma si sarebbe fatto pagare dagli altri sviluppatori per promuovere le rispettive app, magari attraverso promozioni o sconti particolarmente forti. Non che ci sia nulla di particolarmente malvagio in questo. Anzi, si tratta di un modus operandi ben radicato in altri settori e gli utenti finali si ritrovano semplicemente con qualche buon affare in più in tasca. Apple, però, è sempre stata contraria agli schemi di business interni all’App Store che, per un motivo o per un altro, finivano per bypassare il suo controllo e, non meno importante, evitare il pagamento del 30% che spetta a Cupertino su ogni vendita su iPhone e iPad.

Le ultime voci paiono confermare come ora i responsabili dell’App Store stiano monitorando il negozio, in cerca di app simili da fermare prima possibile. Non è solo Apple, però, ad attuare questo genere di politiche. Pare infatti che Google nello scorso mese di febbraio abbia eliminato 60.000 app per una non meglio precisata “bassa qualità”.

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