Apple, ebook: facciamo il punto

Apple, ebook: facciamo il punto

Le rivoluzioni, ben lo sappiamo, non sono mai semplici. Gli ebook non fanno eccezione. Nonostante negli Stati Uniti la loro diffusione sia molto più avanzata rispetto al nostro Paese, anche dalle parti di Cupertino la vita non è facile per i libri digitali. Poco tempo fa Apple era stata accusata di aver cercato di creare un vero e proprio cartello, insieme a molti editori, per stabilire a tavolino il prezzo degli ebook. L’accusa arrivava soprattutto da Amazon, che per prima aveva collaborato alla diffusione dei libri digitali, imponendo però il proprio prezzo a coloro che li pubblicavano. Questo si traduceva in libri più economici per i lettori e profitti più facili per Amazon, che poteva lanciarsi in offerte speciali a prezzi stracciati.

Poi arrivò Steve Jobs con il suo iBookstore. L’iCEO di Apple concesse agli editori di tenere prezzi più alti, a patto di concedere una grossa fetta del guadagno su ogni vendita ad Apple. Quello che, per molti versi, la casa californiana ha fatto con la musica. Gli editori, sperando in un guadagno superiore, iniziarono così a preferire Apple ad Amazon, scatenando le ire della nota casa di editoria e vendita libri. Da qui le accuse di aver creato un cartello con lo scopo di stabilire insieme agli editori i prezzi degli ebook, costringendo Amazon ad adottare lo stesso modello di business.

Apple, però, nei giorni scorsi ha diramato un comunicato ufficiale, nel quale afferma che la casa ha eseguito le contrattazioni mettendosi d’accordo con un editore alla volta. L’accusa di cartello, infatti, potrebbe essere portata avanti dall’Antitrust solamente se esistesse un accordo corale tra tutti gli attori coinvolti e così non sarebbe. Nei prossimi mesi, però, siamo sicuri che la vicenda farà ancora discutere. Amazon non si arrenderà così facilmente.