Apple iOS: esiste una backdoor per i dati personali?

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Sebbene se ne sia già parlato, le ultime vicende portano ancora la Apple al centro dei dubbi relativi alla possibilità concreta che all’interno dei device di Cupertino venga collocata una backdoor per accedere ai dati personali degli utenti in maniera rapida ed efficiente.

La questione è ritornata in auge dopo la lettura degli atti di una sentenza emessa nel Kentucky in cui a richiedere informazioni personali racchiuse negli iPhone di alcuni imputati è stato proprio l’ATF (Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives).

Il dott. Maynard dell’ATF ha poi affermato che la Apple ha la possibilità di aggirare i sistemi di sicurezza dei suoi device ed accedere ai contenuti degli utenti per poi scaricarli su di un supporto esterno. Nel caso specifico, pare sia stata la stessa Apple a prelevare i dati utili per poi consegnarli all’ATF.

Tutto ciò lascia pensare che proprio la Apple abbia già da tempo collocato all’interno dei suoi dispositivi una vera e propria porta di servizio grazie alla quale accedere ai dati personali. Vero o falso? Difficile a dirsi anche perché la porta in questione, se scoperta, rappresenterebbe un elemento di vulnerabilità macroscopico per iPhone, iPad ed iPod Touch che l’azienda di Cupertino non potrebbe permettersi.

Risulta, quindi, più plausibile ipotizzare che alla Apple abbiano studiato una combinazione specifica di hardware e software capace di introdursi nei device equipaggiati con iOS in maniera rapida ed indolore così da accontentare le pressanti richieste di controllo da parte delle forze dell’ordine e delle autorità giudiziarie.

Certo, in questo modo non si può dire che gli utenti possano dormire sogni tranquilli…

 

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