Apple paga fino all’ultimo dollaro di tasse: parola di Tim Cook!

Tim_Cook_2009_cropped

Evasione fiscale: l’accusa che Apple ritiene più infamante – qui in Italia invece c’è chi, al Capo di molti governi, l’ha più volte giustificata – e che Tim Cook proverà a smontare durante l’ormai prossima audizione al Senato.

Sono giorni roventi quelli di cui vi abbiamo dato un’anticipazione la scorsa settimana. La Apple è un’azienda di cui vantarsi per gli Stati Uniti ma, per fortuna, al momento pare non si voglia fare alcuno sconto all’interno di un dibattimento che vede coinvolte, oltre alla Apple, moltissime altre aziende.

Ancor prima della deposizione, Tim Cook – CEO di Apple – ci ha tenuto a precisare che <<Apple non trasferisce all’estero i profitti che realizza sul territorio americano>> ed ha proseguito affermando che <<Apple paga le tasse su tutti i prodotti che vende sul suolo statunitense, ogni singolo dollaro dovuto>>.

La questione è, nei fatti, particolarmente spinosa ed il Senato vorrà vederci chiaro. La Apple, infatti, paga le tasse previste ottimizzando le imposte sui suoi benefici USA; l’azienda, dunque, nel 2012 ha subito una pressione fiscale sul 25.2 % dei benefici, ovvero circa il 10 % in meno rispetto alla media federale.

A quanto pare, infatti, una buona parte dei risparmi sono sottratti alla tassazione perché parte del prodotto delle vendite viene depositato in una filiale di Nevada. Così facendo la Apple risparmia una serie di gettito in più considerando quanto prevede la tassazione della California.

Questo ed altro sarà passato al vaglio del Senato, mentre Tim Cook ha fino ad ora anche evitato di menzionare le quote internazionali della sua azienda…

 

Tim_Cook_2009_cropped