Apple,Cina: nuovi mercati e ghiotte opportunità

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Quando si parla del Brasile, della Russia, dell’India, o della Cina (più comunemente conosciuti sotto l’acronimo di BRIC), i toni diventano altalenanti, oscillando dai più rovinosi pronostici alle più proficue opportunità.

In effetti, trattandosi di paesi emergenti e, dunque, di economie in espansione, risulta piuttosto complicato, se non impossibile, fare previsioni esatte e stabilire quali tra queste avrà più fortuna, quale sarà in grado di moltiplicare più velocemente il proprio PIL e, dunque, quale tra queste va temuta più di tutte. Certo è che ultimamente ci si trova spesso a parlare di Cina, associando a questo paese parole come  miracolo economico, mercato in espansione o, semplicemente, parlandone come se essa rappresentasse il futuro economico mondiale.

Nulla di più aderente alla realtà dei fatti, visto l’andamento economico di quello che è il paese più popoloso al mondo e che, quindi, rappresenta  non solo il più vasto bacino di manodopera, ma anche il più ampio mercato di sbocco.

Con un tasso di crescita che ha inaugurato il  nuovo millennio oscillando tra gli 8 e i 10 punti percentuali (sfiorando il picco del 12% nel 2008, mentre il resto del mondo veniva tramortito dalla crisi finanziaria), la Cina si è conquistata il posto di mercato più ambito dalle aziende di tutto il mondo, non solo come terra per la dislocazione delle imprese.

L’aumento del tenore di vita e l’ulteriore arricchimento delle fasce di reddito più alte della popolazione fa si che anche i cosiddetti nuovi ricchi cinesi possano avere accesso a beni di lusso quali iPhone, iPad e tutti i più ambiti dispositivi a marchio Mela.

Nonostante l’abilità emulativa di cui spesso vengono accusati, i cinesi alto borghesi hanno gusti raffinati e non si accontentano certo dei falsi.  Un’ottima opportunità, dunque, per la Apple, i cui prodotti vengono conquistati anche a suon di botte e dopo ore ed ore di fila, come accadde alcuni mesi fa presso lo store pechinese di Sanlitun. Tutti pazzi per la Mela e poco importa alla Apple se a farne le spese sono alternativamente gli operai suicidi della Foxconn, o le fasce sempre più povere della popolazione. Sarà il tempo a fare giustizia?