Foxconn, nuovi accordi: i sindacati non ci credono

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Ci ha pensato Geoffrey Crothall, sindacalista aderente al China Labour Bulletin, a placare le grandi dichiarazioni di Tim Cook e dei dirigenti della Foxconn. Come abbiamo avuto modo di scrivere appena 48 ore fa, la visita del numero uno di Apple negli stabilimenti cinesi ha una portata storica.

Ma è sempre bene tenere in considerazione diversi punti di vista per provare a cogliere la vera essenza di ciò che accade. Secondo il sindacalista, infatti, quella consumatasi in Cina non è altro che una manovra per gettare fumo negli occhi.

L’ha affermato proprio Crothall in un’intervista a AsiaNews. A quanto pare, il sindacato è convinto che quella vista alla Foxconn non è una vera e propria riforma, ma soltanto un modo per illudere gli operai e tener buona la stampa internazionale.

Al momento – sostiene Crothall – quelle di Tim Cook e compagni sono soltanto frasi a cui non fa seguito nulla. Bisognerà verificare la loro messa in pratica giorno dopo giorno. Con ancor maggior insistenza, il rappresentante degli operai sostiene che i cambiamenti che ci sono stati fin ora sono dovuti all’opportunismo delle aziende piuttosto che alla loro bontà d’animo.

A quanto pare, il fatto che la Foxconn abbia ammesso la necessità di fare dei cambiamenti, non vuol dire che poi i cambiamenti avverranno davvero. Ragion per cui, i sindacati chiedono estrema cautela ai media e sperano che tutto ciò che accada venga ancora costantemente monitorato dalla stampa. Strano che, fino ad ora, non siano arrivate dichiarazioni ufficiali dalle Istituzioni cinesi. La sensazione è che dovrà passare ancora un bel po’ di tempo affinché cambino le cose.