Google a pagamento su iPhone? Segnali dalla Germania

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Nelle ultime ore si è parlato molto dell’iniziative made in Germany: Google, e tanti altri motori di ricerca, potrebbero presto essere sottoposti al pagamento di una tassa allo scopo di tutelare la proprietà intellettuale dei contenuti diffusi e, soprattutto, i diritti dell’editore.

La questione è molto delicata giacché potrebbe avere risvolti che travalicano i confini tedeschi. Il parlamento di Berlino, infatti, ha approvato una legge – subito denominata Lex Google – che impone ai motori di ricerca il pagamento di una tassa che vada a coprire gli oneri relativi al copyright.

Tutti i siti come Google oppure i siti di raccolta di notizie dovranno, dunque, mettersi in riga ogni qual volta si trovano a diffondere materiale protetto. Tutto ciò, ovviamente, vale anche per le app mobili ideate per iOS: Google Search, Yahoo e tante altre applicazioni presenti su iPhone ed iPad saranno sottoposte al dazio in Germania e presto potrebbero subire lo stesso trattamento nel resto d’Europa.

La decisone della Germania, del resto, potrebbe fare da apripista per il resto d’Europa riuscendo, di fatto, ad impedire la libera diffusione del sapere a mezzo web. Con il dilagare dei device mobili, infatti, la diffusione di internet è aumentata a dismisura e tutto ciò ha imposto ai grandi gruppi editoriali internazionali di chiedere a gran voce una soluzione ai governi.

La decisione della Germania, inoltre, si colloca in un terreno intermedio a cavallo fra le indicazioni della dottrina che tendono a liberare il sapere dai lacci della Legge e le necessità degli editori di far quadrare i loro bilanci. Anche Steve Jobs, del resto, non vedeva di buon occhio la diffusione gratuita dell’arte e della cultura: iTunes, infatti, non ammette sconti!

 

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