Guai per le EarPods: violazione di trademark

Sembra proprio non esserci pace per Apple. Persino gli EarPods, i nuovi auricolari creati in occasione dell'uscita dell'iPhone 5, avrebbero dei problemi di copyright. Sarebbe in particolare il nome a creare dei problemi, dato che suonerebbe troppo simile agli HearPods prodotti dalla Randolph Divisions, una società di Honolulu, sulle isole Hawaii.  La denuncia è stata depositata presso la locale Corte Distrettuale. La Randolph Divisions controlla la stessa succursale HearPod Corporation e avrebbe depositato il marchio del nome già nel 2007, quando ancora gli auricolari di Apple erano gli scomodissimi “prima versione”. Ovviamente il nome non è identico, ma il suono della pronuncia è evidentemente abbastanza simile da creare fraintendimenti, anche in assenza di un'effettiva copia del nome.  A rendere la questione ancora più spinosa sono i siti internet. Infatti è prassi comune in questi ambienti registrare anche domini semplicemente “simili” a quelli del proprio marchio, così da prevenire eventuali errori di battitura da parte di potenziali clienti. Non a caso i siti Earpod.com e Earpods.com rimandano direttamente ai domini della Randolph.   Apple sarà quindi costretta a cambiare nome al suo prodotto? Difficile e per due buone ragioni. Innanzitutto la Randolph non produce auricolari, bensì apparecchi acustici per anziani. Un prodotto che non fa certo concorrenza, anzi. In secondo luogo un inglese difficilmente confonderebbe le parole Ear e Hear. Per un non madrelingua sono molto simili, ma lo stesso non si può dire per un americano. Non resta che attendere l'evolversi della vicenda, anche se sembra molto probabile che alla fine si risolverà il tutto con un nulla di fatto. Spesso e volentieri, infatti, queste cause sono intentate solo nella speranza di spillare qualche quattrino ad Apple, agendo per vie legali su questioni piuttosto marginali.

Sembra proprio non esserci pace per Apple. Persino gli EarPods, i nuovi auricolari creati in occasione dell’uscita dell’iPhone 5, avrebbero dei problemi di copyright. Sarebbe in particolare il nome a creare dei problemi, dato che suonerebbe troppo simile agli HearPods prodotti dalla Randolph Divisions, una società di Honolulu, sulle isole Hawaii.

La denuncia è stata depositata presso la locale Corte Distrettuale. La Randolph Divisions controlla la stessa succursale HearPod Corporation e avrebbe depositato il marchio del nome già nel 2007, quando ancora gli auricolari di Apple erano gli scomodissimi “prima versione”. Ovviamente il nome non è identico, ma il suono della pronuncia è evidentemente abbastanza simile da creare fraintendimenti, anche in assenza di un’effettiva copia del nome.

A rendere la questione ancora più spinosa sono i siti internet. Infatti è prassi comune in questi ambienti registrare anche domini semplicemente “simili” a quelli del proprio marchio, così da prevenire eventuali errori di battitura da parte di potenziali clienti. Non a caso i siti Earpod.com e Earpods.com rimandano direttamente ai domini della Randolph.

Apple sarà quindi costretta a cambiare nome al suo prodotto? Difficile e per due buone ragioni. Innanzitutto la Randolph non produce auricolari, bensì apparecchi acustici per anziani. Un prodotto che non fa certo concorrenza, anzi. In secondo luogo un inglese difficilmente confonderebbe le parole Ear e Hear. Per un non madrelingua sono molto simili, ma lo stesso non si può dire per un americano. Non resta che attendere l’evolversi della vicenda, anche se sembra molto probabile che alla fine si risolverà il tutto con un nulla di fatto. Spesso e volentieri, infatti, queste cause sono intentate solo nella speranza di spillare qualche quattrino ad Apple, agendo per vie legali su questioni piuttosto marginali.

Sembra proprio non esserci pace per Apple. Persino gli EarPods, i nuovi auricolari creati in occasione dell'uscita dell'iPhone 5, avrebbero dei problemi di copyright. Sarebbe in particolare il nome a creare dei problemi, dato che suonerebbe troppo simile agli HearPods prodotti dalla Randolph Divisions, una società di Honolulu, sulle isole Hawaii.  La denuncia è stata depositata presso la locale Corte Distrettuale. La Randolph Divisions controlla la stessa succursale HearPod Corporation e avrebbe depositato il marchio del nome già nel 2007, quando ancora gli auricolari di Apple erano gli scomodissimi “prima versione”. Ovviamente il nome non è identico, ma il suono della pronuncia è evidentemente abbastanza simile da creare fraintendimenti, anche in assenza di un'effettiva copia del nome.  A rendere la questione ancora più spinosa sono i siti internet. Infatti è prassi comune in questi ambienti registrare anche domini semplicemente “simili” a quelli del proprio marchio, così da prevenire eventuali errori di battitura da parte di potenziali clienti. Non a caso i siti Earpod.com e Earpods.com rimandano direttamente ai domini della Randolph.   Apple sarà quindi costretta a cambiare nome al suo prodotto? Difficile e per due buone ragioni. Innanzitutto la Randolph non produce auricolari, bensì apparecchi acustici per anziani. Un prodotto che non fa certo concorrenza, anzi. In secondo luogo un inglese difficilmente confonderebbe le parole Ear e Hear. Per un non madrelingua sono molto simili, ma lo stesso non si può dire per un americano. Non resta che attendere l'evolversi della vicenda, anche se sembra molto probabile che alla fine si risolverà il tutto con un nulla di fatto. Spesso e volentieri, infatti, queste cause sono intentate solo nella speranza di spillare qualche quattrino ad Apple, agendo per vie legali su questioni piuttosto marginali.