Hi-Tech: il 2013 è l’anno della Cina

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Sembrano quasi parole retoriche, poste a conferma di un destino già scritto, che attende solo il momento migliore per realizzarsi. Nonostante l’anno del dragone in Cina si sia lasciato alle spalle quello del coniglio e presto aprirà le porte a quello del serpente, le fiamme sono alte e la Cina si fa temere.

Benché si parli ormai da diversi anni di un’ascesa della Cina, che effettivamente si è realizzata in modo repentino seppur graduale, l’anno a cui abbiamo appena dato il benvenuto in Occidente sembra avere in serbo sorprese ancor più grandi.

Basti pensare al sorprendente annuncio che da poco circola negli ambienti hi-tech circa l’imminente apertura di una sede dislocata della Foxconn direttamente negli States. Ebbene si, la medaglia pare che si stia capovolgendo e, senza stupore da parte degli esperti (che già da tempo annunciavano l’arrivo degli investitori cinesi direttamente sul territorio europeo e statunitense), la fabbrica del mondo si prepara a diventare molto di più di un semplice opificio.

Declassati al ruolo di operai umili e sempliciotti, talvolta ignari anche dei propri diritti di lavoratori, i cinesi a capo della Foxconn sembrano avere in mente un progetto piuttosto ambizioso. Aprendo una sede direttamente negli USA, infatti, l’aziende cinese, da semplice bacino di manodopera a basso costo potrebbe acquisire un marchio tutto suo e, addirittura, porsi come diretta (e temibile!) concorrente della stessa Apple.

E allora, viene da chiedersi, che fine farebbero tutti i componenti dei dispositivi a marchio mela (e, d’altronde, anche della quasi totalità dei dispositivi di altri marchi) che fino ad oggi vengono lavorati da piccole mani gialle? Dunque, attenti al dragone!

 

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