Pechino è una città in cui si arriva ad avere i sensi di marcia obbligatori anche sui marciapiedi. Una città che negli ultimi anni si è sviluppata a dismisura e che, piano, ha aperto le porte alle grandi tentazioni del capitalismo occidentale, le quali spesso possono sfociare in punti di vista molto negativi per il vivere quotidiano.
La folla si è scatenata quando è stata diffusa la notizia – speriamo non tesa a creare ancora maggior tensione – della presenza di appena mille esemplari del nuovo melafonino nello store. A questa notizia, la lunghissima fila fuori dal negozio si è letteralmente disgregata dal momento che tutti hanno cercato di entrare per primi scavalcando gli altri.
Nulla di diverso, tra l’altro, da ciò che è accaduto in tanti punti vendita Apple in giro fra Europa e Stati Uniti: ovviamente, molta stampa tendenziosa tende ad enfatizzare i problemi che sorgono in paesi così diversi dal nostro, per cui ecco che un semplice intervento delle forze dell’ordine per ristabilire la calma viene letto da alcuni come l’incredibile utilizzo di speciali squadre antisommossa.
Ma, infondo, tutti sanno che non è poi accaduto qualcosa di eclatante. Semmai, bisognerebbe interrogarsi sul perché di tanta tensione per quello che, in fondo, è pur sempre soltanto uno smartphone! In ogni caso, dopo alcuni lanci di uova e zuffe la Apple ha deciso di sospendere per qualche giorno la vendita del dispositivo, ma di sicuro ritornerà a breve per le strade di Pechino (anche se non si scherzerà a raccogliere ortiche, come ci raccontava Franco Battiato tanti anni fa).




































