La verità su Steve Jobs: parla il suo biografo

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Passano i giorni e le informazioni circa la malattia di Steve Jobs aumentano, così come aumentano le ipotesi sulle cause che l’hanno portato alla morte. Certo, un male atroce come quello che l’ha colpito non lascia molto spazio a tante ipotesi.  La rivista francese Le Monde in queste ore ha rivelato alcune dichiarazioni rilasciate da Walter Isaacsoon – il suo biografo – alla tv CBS. I temi dell’intervista hanno riguardato il suo rapporto con il re della Apple, ed il suo viaggio nella malattia.

Una delle cose che più ha colpito è stata la certezza con cui il dottore ha affermato che Steve Jobs ha ritardato di proposito l’intervento al pancreas. Se lo avesse fatto per tempo, assicura Isaacson, probabilmente adesso sarebbe ancora in vita. Ma con il senno di poi è facile parlare. Sembra che Jobs abbia detto: <<Non voglio che il mio corpo venga aperto, non voglio essere violentato in questo modo>>. Una posizione, tra l’altro, di tutto rispetto e che merita la giusta attenzione anche in chiave di accanimento terapeutico. Allo scopo di evitare l’operazione, sembra che il compianto Steve abbia provato nuove tecniche sperimentali, tra cui diete specifiche avvicinandosi al mondo della macrobiotica. Secondo il suo biografo, questi nove mesi impiegati alla ricerca di metodi alternativi hanno permesso al cancro di estendersi anche ai tessuti vicini, rendendo di fatto impossibile la guarigione del paziente. Una volta decisa la data dell’operazione, Steve Jobs subisce un trapianto di fegato, è il 2009. I media dicono che il grande capo è del tutto guarito, ma sembra che in segreto le cure siano continuate senza sosta fino al 5 ottobre di quest’anno…