Nano-SIM Apple: a chi serve?

Nano-SIm Apple: a chi serve?

Dalla Betamax alla VHS. Dal Blu-Ray all’HD-DVD. La storia della tecnologia è stracolma di lotte per i formati da rendere standard e stiamo per assistere ad una nuova battaglia. Questa volta, però, le protagoniste sono le SIM Card degli abbonamenti telefonici, le stesse che infiliamo nei nostri smartphone e nei nostri tablet. Stranamente, però, non è il formato il problema questa volta. Le Nano SIM, infatti, sostituiranno presto le Micro SIM attualmente in uso. Saranno 3 mm più piccole permetteranno ai produttori di risparmiare ancora più spazio nei loro futuri telefoni. Il problema, però, riguarda il sistema di inserimento della SIM Card.

La battaglia vede da una parte Apple e dall’altra il trio formato da RIM (BlackBerry), Nokia e Motorola (quindi per via indiretta anche Google). La casa di Cupertino, infatti, vorrebbe che il sistema per inserire le Nano SIM nel telefono rimanga sempre il classico sportellino meccanico che è stato utilizzato fino ad oggi. RIM, Nokia e Motorola, invece, spingerebbero per una soluzione alternativa. La motivazione, però, non è certo voglia di innovarsi (non solo, quanto meno), bensì riuscire a strappare ad Apple almeno il controllo di qualche brevetto che, per ora, continuerebbe ad essere utilizzato. Si tratta di una mossa prettamente commerciale, con lo scopo di riuscire a scalfire almeno un pochino il predominio dell’iPhone e dell’iPad sul mercato.

La prossima settimana l’autorità preposta per la protezione degli standard sul suolo europeo dovrà pronunciarsi circa l’uso o meno delle Nano SIM. La risposta positiva è quasi scontata, per cui ci si aspetta che inizi anche una battaglia per lo sportello di inserimento. Chi l’avrà vinta? E soprattutto quale potrebbe mai essere il sistema alternativo pensato da RIM, Nokia e Motorola?