Smartphone e tablet: prezzi più alti per il diritto d’autore

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Occorre tutelare il diritto d’autore dalla scure della musica digitale diffusa su device mobili e scaricata illegalmente da internet: questa la richiesta incessante delle Majors che, anziché adeguarsi al mondo che cambia, continuano a chiedere ai governi una tutela ormai fuori luogo.

Il Governo italiano, però, si è adeguato prontamente alle richieste di tutela del diritto d’autore: le tariffe di smartphone e tablet aumentano da un minimo di 3 € per arrivare ad un massimo di 4,80 € per device con spazio di archiviazione di massa superiore ai 32 GB.

Certo, in paesi come la Germania le tariffe sono più alte ma, fino a pochi giorni fa, le tariffe in Italia erano di appena 0,90 €!

In una nota del Mibac, si legge che il Ministro Dario Franceschini <<dopo un’approfondita istruttoria e un confronto che ha visto coinvolte tutte le categorie interessate, ha firmato il decreto ministeriale che aggiorna per il prossimo triennio il compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi previsto dalla legge sul diritto d’autore. Il ministro Franceschini ed il presidente della Siae, Gino Paoli hanno convenuto di impegnarsi, per la parte incrementale di gettito delle nuove tariffe, affinché tutte le categorie di titolari dei diritti di copia privata impieghino una quota di tali somme alla promozione di giovani autori e artisti e di opere prime>>.

Franeschini, allo scopo di ribadire l’interesse dell’Italia per la tutela del diritto d’autore, ha poi ribadito:

<<Parlare di tassa sui telefonini è capzioso e strumentale: il decreto non introduce alcuna nuova tassa, ma si limita a rimodulare ed aggiornare le tariffe che i produttori di dispositivi tecnologici dovranno corrispondere agli autori e agli artisti per la concessione della riproduzione ad uso personale di opere musicali e audiovisive scaricate dal web. Un meccanismo esistente dal 2009 che doveva essere aggiornato per legge>>.

 

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