Steve jobs, un anno dopo

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E’ passato un anno, minuto più minuto meno, dalla morte di Steve Jobs. Era, infatti, l’alba del 5 ottobre in Italia quando la notizia apparve in primis sui social network e poi sulle testate giornalistiche di tutto il mondo.

Ammalato da tempo, Steve Jobs ha stretto i denti fin quando il suo corpo gliel’ha concesso. Il tumore è una malattia che non lascia tregua e la patologia di cui soffriva Jobs sarebbe stata ancor più fulminante se le sue ingenti disponibilità economiche non gli avessero concesso di sperimentare numerose cure atte a salvargli la vita.

Steve Jobs è stato ciò che la storia potrebbe definire, forse con una metafora, un eroe moderno. Dal carattere insopportabile, a volte cattivo fino all’inverosimile, Jobs fin dai primi anni ’80 è riuscito a stravolgere il mondo, e non solo quello della tecnologia.

Non era un ingegnere informatico, Jobs. Non era nemmeno un esperto di marketing. Ma aveva dalla sua parte un intuito straordinario che gli ha concesso di offrire al mondo tutte le innovazioni necessarie ad aggredire il futuro. E’ riuscito a commercializzare i computer da tavolo, ha introdotto l’idea di hub digitale, fino ad arrivare alla rivoluzione degli ultimi anni: con iPhone Steve jobs ha cambiato il modo di intendere un telefono cellulare, realizzando una sorta di piccolo computer tascabile in grado di proiettare l’utente in rete.

Chi conosce la storia della sua vita sa che Steve Jobs è stato un uomo difficile: chi ha lavorato con lui non sempre ha retto, in pochi sono riusciti a tenergli testa. Eppure, ancora oggi, la figura di Steve Jobs rappresenta un punto di riferimento indissolubile per più di una generazione.