Stipendi Ceo: Tim Cook rinuncia a 75 mln di dollari

Tim_Cook_2009_cropped

Continuano gli effetti dello scandalo relativo alle precarie condizioni di lavoro a cui sono sottoposti gli operai cinesi che lavorano per Apple negli stabilimenti della Foxconn e della Pegatron, solo per citare due delle fabbriche maggiormente legate  all’azienda di Cupertino.

Tim Cook, infatti, ha da poco annunciato di essere pronto a rinunciare a ben 75 milioni di dollari di dividenti che, in base alle stock option da lui possedute, gli sarebbero spettati di diritto. La sua scelta – così come specificato in un comunicato ufficiale – è maturata proprio in seguito alle numerose polemiche relative alle precarie condizioni di lavoro ed ai bassi salari erogati dalla Foxconn, contrapposti agli stipendi faraonici dei CEO statunitensi.

Il tutto, ovviamente, si va a collocare in una lenta operazione avviata dall’azienda a marchio Mela e destinata a rilanciare l’immagine dell’azienda nel campo delle tematiche sociali e delle politiche ambientali a tutela dei diritti.

Ad un tratto, dopo anni di rapporti stabili con un’azienda in cui soltanto lo scorso anno si sono suicidate oltre dieci persone, tutti si sono accorti di ciò che era sotto gli occhi di tutti. Lo stesso Steve Jobs, infatti, non poteva non sapere tutto ciò che accadeva ed accade negli stabilimenti cinesi. Tant’è, oggi la Apple ha deciso di cambiare strategia, pensando inoltre alla costruzione di due grandi pannelli fotovoltaici nella Nord Carolina.

C’è chi, però, ricorda che Tim Cook recentemente ha venduto ben duecentoquaranta mila azioni della Apple, incassando ben 140 milioni di dollari. Dunque, la rinuncia di cui sopra, alla luce di questo piccolo dettaglio, cambia di sicuro valore!