Terremoto Giappone, assemblamento ok per i nuovi iPad 2

Le ripercussioni sul mercato delle tecnologie da parte del terremoto e della catastrofe nucleare in Giappone sembrano farsi riscontrare per un periodo molto più lungo di quello annunciato.

Il problema è quello del “supply chain”, della catena di distribuzione la cui gestione è andata incontro a difficoltà quasi insormontabili.

Giusto la settimana scorsa, ad esempio, la Sony ha annunciato che slitterà l’uscita della console Psp di prossima generazione (la Sony NGP), mentre la Nintendo deve sopperire alla grande domanda di console 3Ds che richiede una catena di produzione dai ritmi serrati.

La Apple, che lo scorso 29  marzo aveva annunciato la posticipazione della data d’uscita dell’iPad 2, e insieme aveva definito un possibile rallentamento della produzione di iPad e iPhone, sta dal canto suo cercando di correre ai ripari.

Il 90% delle componenti dell’iPad 2 e dell’iPhone 5 sono infatti prodotti in Giappone da Sony e Hitachi, e le prime difficoltà riscontrate erano state in merito alla fornitura di batterie al litio prodotte presso l’impianto Kureha di Iwaki. Anche altre componenti come le scorte di Dram e gli adesivi di montaggio hanno fatto riscontrare problemi di reperimento. Una buona notizia in questo merito giunge dalla Apple stessa, che ha ordinato il 60% dei display touch screen disponibili sul mercato, pagando in contanti e in anticipo rispetto alla concorrenza. Una mossa necessaria, visto il boom di vendite di iphone e del nuovo iPad 2, la Apple pare abbia in parte risposto alla carenza di componenti anche se l’allarme Giappone è ancora lontano dall’essere revocato.