Tim Cook: Apple produrrà i nuovi iMac negli Stati Uniti

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Non accadeva dagli anni ’90: la Apple ha deciso di aumentare il numero di dipendenti statunitensi, dopo tantissimi anni in cui di fatto la produzione è stata spostata quasi del tutto in Cina. Basti pensare all’ingente quantitativo di device che produce la Foxconn, per rendersi conto dell’importanza della terra d’Oriente per gli introiti della Apple.

La notizia è arrivata alla Nbc direttamente dalla bocca di Tim Cook il quale ha indicato un programma pilota da seguire negli anni venturi. Ben cento milioni di dollari saranno investiti per sostenere e sviluppare una delle linee Mac attuali.

Fra i piani futuri della Apple, dunque, sembra esserci la reindustrializzazione degli Stati Uniti D’America ma, ovviamente, un’operazione del genere dovrà essere coadiuvata da un contesto meno ostile di quello attuale.

Secondo Tim Cook, infatti, al momento il sistema scolastico americano è inadeguato alle esigenze dei moderni processi produttivi hi-tech. Sempre secondo il CEO della Apple, l’azienda negli ultimi anni avrebbe prodotto solo in America oltre seicentomila posti di lavoro e, dunque, ora è pronta a rivendicare il ruolo centrale nello sviluppo dell’economia americana. Cook, ovviamente, preferisce dimenticare il fatto che la Apple è anche una delle aziende a più stretto contatto con la manodopera cinese a basso costo: sarebbe disposta a spostare la produzione di iPhone ed iPad in patria? Che sia arrivato il momento di ammettere di aver sbagliato a spostare per oltre vent’anni la produzione in Cina, puntando al basso costo della manodopera ed agli alti guadagni?

Cook è cauto ma la sensazione è che ora che la Cina fa paura, anche la Apple abbia deciso di nascondere la propria tecnologia.