Tramonta il sogno di Steve Jobs: la vera sfida comincia adesso!

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Ho iniziato ad occuparmi quotidianamente di Apple in concomitanza con la morte di Steve Jobs. Leggere la sua biografia mi ha aperto scenari complessi, entusiasmanti ed al tempo stesso contraddittori. Il guru della Mela, infatti, ha innovato, a tratti rubato, a tratti ancora stupito, ha lasciato ed è tornato, ha sfruttato la manodopera cinese e l’ha negato, ed è morto troppo presto lasciando un cassetto pieno di idee e di progetti.

Steve Jobs aveva in mente molti dei device che sono stati presentati all’indomani della sua morte anche se c’erano alcuni dettagli che non avrebbe mai ammesso: le diagonali troppo grandi di iPhone ed iPad, infatti, lo avrebbero mandato su tutte le furie.

Ebbene… dopo circa tre anni questa è la Apple che ho dinanzi agli occhi: figlia di Steve Jobs e protesa verso una nuova autonomia non senza difficoltà.

Nei prossimi anni vedremo di sicuro tantissime nuove proposte, ma non riesco ancora a capire quali saranno quelle davvero in grado di portare avanti l’esclusività della Apple stessa. Se Steve Jobs aveva sempre dato un estremo valore ai dettagli capaci di differenziare la sua azienda rispetto ai rivali, oggi invece la spiacevole sensazione è che si stia ritornando al decennio 85/95: modelli anonimi, potenti ma non in grado di far sognare gli utenti.

In questi tre anni ho avuto modo di raccontare l’avvento di ben 4 diversi iPhone, 5 iPad e tre operativi differenti mobili. I prossimi mesi saranno quelli di iWatch ed iOS 8: comincia ora la vera sfida della Apple. Ora, che i sogni nel cassetto di Steve Jobs sono quasi finiti.

 

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