Tutti a scuola con l’iPad: è possibile?

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Nell’epoca dell’iPad sembrano ormai lontani ormai i tempi in cui, armati di quaderno, righello e squadretta ci recavamo mesti verso i cortili della scuola. Sopraffatti da grossi zaini, talvolta più grandi di noi stessi bimbetti, arrancavamo fino a raggiungere il gruppetto della nostra classe per trascorrere insieme quei pochi minuti che ancora ci separavano dai banchetti della scuola.

Si chiacchierava, si litigava, ci si prendeva in giro, ci si scambiavano i compiti svolti il giorno prima o, semplicemente, si metteva in campo un pallone e si facevano quattro tiri. A guardarsi in giro, sembrano passati secoli da allora.

Nei piazzali delle scuole  ragazzini chini sugli schermi dei propri cellulari (o, molto più probabilmente, di uno smartphone di ultima generazione), balbettano parole mozze ai propri compagni. Questi scenari sono sempre più comuni tra le generazioni dei nuovi giovani.

Ma come gli strumenti tecnologici potrebbero intervenire per migliorare il mondo dell’istruzione e la vita dei ragazzi, anziché trasformali in solitari automi balbuzienti? L’iPad potrebbe rappresentare una svolta! Se con l’avvento dei computer anche le scuole furono dotate di aule multimediali, ora che è l’iPad a rivoluzionare la dimensione virtuale della nostra vita, perché non trasformarlo in uno strumento didattico?

Considerando gli attuali costi degli iPad, sembra ancora lontana la possibilità di diffonderlo negli istituti scolastici italiani, ma se si considera quanto rapidamente si propagarono i pc, probabilmente non si dovrà nemmeno attendere troppo. Addio, dunque, alle lavagne luminose (che fino a qualche anno fa sembravano incarnare una vera e propria rivoluzione pedagogica), e largo agli iPad!