UE, Apple sotto accusa: guai con il fisco

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Anche la UE mette sotto controllo la Apple che, del resto, già da mesi era sotto stretta osservazione a causa del suo singolarissimo modo di intendere il rapporto con il Fisco. E’ passato davvero poco tempo da quando la sede milanese di San Babila ha subito l’onta delle indagini da parte del fisco ma ormai la vicenda si è estesa anche verso i grandi confini della UE.

Quali sono le reali intenzioni dell’Unione Europea? Vederci chiaro, questo è poco ma sicuro. La Apple, infatti, ha focalizzato il suo fatturato europeo nella ridente Irlanda: lì la tassazione è molto più bassa rispetto ad altri paesi della UE, Italia in testa.

Dunque, dalle parti di Bruxelles hanno finalmente capito che è il momento di fare chiarezza sull’intera vicenda. Del resto, proprio le indagini condotte dalla Guardia Di Finanza Italiana potrebbero essere preziose per le ispezioni avviate dalla UE in questi giorni.

Non c’è solo Apple, però, sotto accusa: ad essere nei guai anche Google, Facebook, Amazon ed eBay; in questo caso entra in gioco anche il Lussemburgo come sede fiscale; proprio il Lussemburgo, tra l’altro, nelle ultime ore è stato accusato di non collaborare in maniera costruttiva con Bruxelles per la buona riuscita di queste indagini.

A quanto pare, infine, per ragioni analoghe è finita sotto controllo anche la neonata FCA (la Fiat, insomma) che ha spostato sede legale ed amministrativa proprio per pagare meno tasse.

Che dire… il fatto che la UE abbia smesso di far finta di non notare tutto ciò che combinano le grandi aziende internazionali è cosa buona; Guccini cantava: <<e andate chissà dove per non pagar le tasse, con il ghigno e l’ignoranza dei primi della classe…>>

 

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