Ue, Apple contro il fisco: è una battaglia culturale?

800px-Milano_piazza_San_Babila_vista

Pare quasi che i guai di Apple con il fisco ormai non facciano più notizia. Eppure quanto accaduto negli ultimi giorni è molto grave. Lo è per quanto riguarda l’azienda di Cupertino ma lo è anche per altri gruppi come, tanto per cambiare, la Fiat.

La UE, infatti, ha fatto capire chiaramente che le inchieste andranno avanti e dovranno essere accertate tutte le eventuali truffe ai danni del Fisco perpetrate da grandissime aziende come Apple e Fiat.

Se, infatti, proprio la neonata FCA di Marchionne ha subito provveduto a fissare la sua sede legale in uno dei tanti paradisi fiscali europei, la Apple già da diversi anni guarda all’Irlanda per pagare cifre decisamente più basse al fisco rispetto a quanto dovrebbe pagare, ad esempio, in Italia.

L’Irlanda, infatti, concede alla Apple una pressione fiscale davvero ridicola ma proprio questa attività ha portato la UE ha proseguire le indagini già avviate, fra gli altri, dalla Guardia Di Finanza italiana che poco tempo fa provò a violare il tempio della Apple in San Babila a Milano.

Il modo di guardare al Fisco, ormai, è diventato in molti settori quasi un guanto di sfida: una sfida fatta di interessi, si intende, e che la Apple prova a portare avanti anche su di un piano culturale (strumentale ai propri fini).

Non sappiamo ancora come andranno a finire queste nuove indagini e non sappiamo quale sarà la reazione della Apple. Certo è che occorre che il Fisco sia rispettato da tutti i maniera uguale. Un’utopia? Beh, quasi certamente si. Ma abbiamo l’obbligo di sperarci.

 

 

800px-Milano_piazza_San_Babila_vista