Ue: la Apple si difende ma negli usa spunta la Tax Holiday

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Dopo la procedura avviata dalla UE, sapevamo bene che la Apple non avrebbe perso tempo a reagire con la sua solita voce alta. Come detto più volte dalle pagine del nostro network, l’azienda di Tim Cook non ritiene di dover fare un passo indietro ed anzi grida ad alta voce la bontà delle proprie pratiche messe in atto per utilizzare la tassazione più conveniente presente in Europa.

In una nota ufficiale diramata poche ore fa, la Apple risponde infatti alla UE con parole molto decise e, quasi, minacciose: << Apple paga ogni Euro di tassazione dovuto. Non abbiamo ricevuto alcun trattamento privilegiato dai funzionari irlandesi. Apple è soggetta alla medesima tassazione come qualunque altra società internazionale che fa affari in Irlanda>>.

Fine dei giochi per Apple e guai ad intromettersi. Questa la linea scelta ancora una volta dai legali dell’azienda di Cupertino e dallo stesso Tim Cook. Mentre la UE, come è plausibile, non si accontenterà di queste poche parole e cercherà di arrivare in fondo alla vicenda, negli Stati Uniti invece le cose si stanno mettendo decisamente meglio per la Apple.Pare, infatti, che il Governo stia studiando una nuova Tax Holiday per invogliare le grandi multinazionali a far rientrare i capitali che posseggono all’estero.

La Apple, ad esempio, ufficialmente dovrebbe essere sottoposta ad una pressione fiscale del 35 % mentre con la Tax Holiday potrebbe usufruire di una tassazione di poco superiore al 5 %. Per quale motivo, poi, un pover uomo debba pagare quasi la meta del suo stipendio in tasse mentre una multinazionale debba pagarne appena il 5 %, questo non è dato saperlo…

Per ora abbiamo solo due verità: le indagini della UE da un lato e dall’altro il Governo Americano che tenta di recuperare il denaro delle aziende più importanti presenti sul suo territorio. Vedremo chi la spunta…

 

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