WWDC 2013, il giorno dopo: la Apple è a un bivio

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Il WWDC 2013 si è ormai concluso lasciando agli utenti, alla stampa e agli azionisti una parola che più volte si è ripetuta ma di cui non è detto che sia giusto condividerne il significato, se attribuito alla Apple. La parola è: svolta.

Già dal primo giorno del WWDC 2013 in molti hanno detto che con iOS 7 la Apple aveva voluto avviare una quarta fase della sua esistenza. Dopo i tre momenti fondamentali – Jobs e Wozniak, il buio del decennio 86/96, il ritorno di Jobs – pare che Tim Cook abbia finalmente deciso di dare una sua identità all’azienda. I toni meno pomposi del WWDC 2013 e la natura di iOS 7 ne testimoniano, formalmente, la volontà.

Nei giorni successivi al Keynote, però, alcuni esperti hanno sottolineato come alcune novità della Apple siano, in realtà, molto vicine ad alcune innovazioni già introdotte dai principali competitor della Mela.

E’ indubbio che la Apple abbia deciso di aprirsi al mercato ma, in fin dei conti, in questo momento è palese il rischio di non affermare il proprio credo seguendo, in realtà, il credo che hanno introdotto negli ultimi anni le aziende rivali.

Insomma, il WWDC 2013 ha rappresentato senz’altro una svolta ma quella vera e propria, purtroppo, ancora deve arrivare. Per ciò che riguarda i device mobili, ad esempio, c’è ancora tantissima confusione e la sensazione è che la vecchia strategia di Apple fondata sul dubbio e sull’attesa non basti più. La Samsung sta sfornando un device dietro l’altro: quando toccherà alla Apple?

 

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