In Italia si fa la spesa con l’NFC: iPhone resta a guardare

Dallo scorso mese di maggio anche in Italia è possibile utilizzare concretamente il sistema NFC per fare la spesa in tutti i negozi (circa 140 mila) che hanno un servizio POS abilitato.

Per accadere al servizio occorre avere uno smartphone equipaggiato con l’NFC ed una carta di credito collegata al proprio telefono cellulare; la carta può essere attivata tramite contratto con operatore. Al momento è la Vodafone ad essere arrivata per prima sul mercato per offrire questo servizio e, secondo gli analisti, entro la fine dell’anno i POS abilitati aumenteranno di circa centomila unità rispetto al numero attuale.

L’NFC, dunque, assume anche in Italia un peso maggiore rispetto al passato ed a gioirne sono senz’altro LG e Samsung ed, ovviamente, il sistema operativo Android che è presente su tantissimi device su cui è installata la tecnologia NFC (Near Field Communication).

Qual è il problema, secondo la Apple? Ebbene… gli ingegneri di Cupertino e l’intera dirigenza non hanno mai creduto nelle potenzialità dell’NFC: proprio per questo lo scorso mese di settembre hanno introdotto il sistema Touch ID su iPhone 5S il quale, leggendo le impronte digitali, consente anche l’accesso a conti bancari personali.

Un sistema diverso, però, dall’NFC che invece sta prendendo piede in Italia in maniera davvero rapida e forse inattesa. Alla festa dell’NFC, dunque, non partecipa iPhone e, dunque, la Apple. Che questo possa diventare presto un limite, sarà il tempo a dircelo: certo, la scommessa di Apple ancora una volta punta su di una scalata solitaria. Staremo a vedere.

 

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Germana
  • Scrittore e Blogger
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